28 de dezembro de 2018

La Open Arms con 310 è diretta in Spagna. Appello della Sea Watch dopo i “no” di Italia e Malta: dateci un porto prima che il tempo peggiori

Natale in mezzo al mare per l’equipaggio di Open Arms, la nave della Ong spagnola Proactiva, e gli oltre 300 migranti a bordo, tanti bambini, in viaggio verso il porto spagnolo di Algeciras dopo il rifiuto di Malta e Italia di accoglierli. “Oggi è #Natale. Celebriamo la Vita con la maiuscola, il regalo più grande per chi è a bordo #OpenArms. Grazie a tutte le persone che rendono possibile il nostro lavoro, siete il motore che ci fa andare avanti ogni giorno, grazie a voi continuiamo a difendere la vita”: questo il messaggio postato ieri su Twitter dall’associazione, insieme a un video in cui si vedono le persone sul ponte, alcune ancora addormentate, altre già in piedi, avvolte nelle coperte. Si sente distintamente un thank you (grazie).

Sul profilo della Proactiva Open Arms altri video e foto sono stati postati nelle ultime 24 ore, mostrando i volontari – con tanto di cappelli da Babbo Natale – che giocano con i bambini, l’apertura dei regali, i canti natalizi. “La loro gioia e la loro allegria sono il regalo più bello. Buon Natale!”, si legge in un altro messaggio mentre i più piccoli vengono ripresi mentre partecipano con l’equipaggio a ‘Tiò de Nadal’, una tradizione catalana che prevede la ‘bastonatura’ di un tronchetto di legno dal quale escono regali. In questo caso pastelli e libri da colorare, che hanno fatto la felicità dei bambini.

Domenica, il comandante della nave aveva annunciato che il porto di sbarco sarebbe stato Algeciras e che martedì li avrebbe raggiunti la barca a vela Astral con cibo, coperte e medicine. Insieme sono in rotta verso la costa spagnola. “È stata una giornata molto intensa, trascorro sempre il Natale con la mia famiglia, ma quello che sto facendo lo compensa, mi fa sentire molto felice”, ha confessato Ayelen Gaikwoski, una dei volontari che, come il resto dell’equipaggio, è impegnata al massimo per aiutare il più possibile e rendere meno duro il viaggio per gli oltre 300 migranti a bordo che hanno salvato alcuni giorni fa. “Pensare che stavano per morire, vivere con loro, è qualcosa di molto speciale”.

I migranti sulla nave sono 310: tre persone sono state evacuate. Prima il piccolo Sam, un neonato dato alla luce pochi giorni fa su una spiaggia della Libia, insieme alla madre Sali’, di 23 anni, è stato portato in elicottero in un ospedale di Malta; poi Emran, 14enne somalo torturato in Libia, è stato evacuato a Lampedusa dalla guardia costiera italiana a causa di una grave infezione.

E resta in mare in attesa di un porto sicuro anche la nave Sea Watch 3 della ong tedesca Sea Watch, con a bordo 33 migranti salvati sabato al largo della Libia: anche a loro Italia e Malta hanno detto no chiudendo i porti. “Nessun rifugio sicuro per la nostra nave. Il nostro Natale in mare”. Lo scrive su twitter l’equipaggio della nave ong Sea Watch, che si trova a sud-est di Lampedusa. I migranti erano a bordo di un’imbarcazione di fortuna in acque internazionali quando sono stati soccorsi dal Sea-Watch 3. Vengono da Nigeria, Libia e Costa d’Avorio e tra loro ci sono sei bambini e quattro donne.

La Ong invita gli Stati europei a trovare una soluzione rapida per consentire loro di sbarcare prima che il tempo peggiori. Ma dall’Italia sono arrivate risposte negative: “L’Italia “ha aperto il cuore e anche il portafoglio abbondantemente. Ora tocca agli altri”, ha detto il giorno di Natale il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. “Contiamo sui tedeschi, sugli spagnoli, sugli olandesi, sui francesi. L’Italia negli anni passati ha fatto sbarcare più di 700mila persone. Direi che il cuore e il portafoglio li abbiamo aperti abbondantemente: adesso tocca agli altri”, ha spiegato.
Fonte: avvenire.it