21 de junho de 2017

idi itaCivili, appartenenti alla minoranza shilluk che vive nella regione sudsudanese dell’Alto Nilo, sono stati costretti dalle forze governative a lasciare le loro case.

Civili, appartenenti alla minoranza shilluk che vive nella regione sudsudanese dell’Alto Nilo, sono stati costretti dalle forze governative a lasciare le loro case.

La denuncia è frutto di un lavoro condotto dai nostri ricercatori che hanno intervistato 79 vittime e testimoni oculari di violazioni dei diritti umani in un campo per sfollati di Aburoc e in un sito per civili protetto dalle Nazioni Unite nella città di Malakal. Inoltre, hanno incontrato personale delle organizzazioni umanitarie, funzionari Onu, esponenti della società civile, oppositori e attivisti politici nelle due città così come nella capitale Juba.

L’offensiva lanciata dal governo all’inizio dell’anno nell’Alto Nilo, sostenuta da milizie di etnia dinka, ha permesso di riconquistare un territorio fino ad allora sotto il controllo di un gruppo armato di opposizione denominato Agwelek, composto da shilluk e diretto da Johnson Olony. Le operazioni dell’esercito hanno causato la fuga di decine di migliaia di civili shilluk, tra cui la pressoché totale popolazione di città e villaggi della riva occidentale del Nilo bianco.

Immagini satellitari mostrano la distruzione di case e altre strutture civili nel centro del villaggio di Wau Shilluk, tra cui un radd (tempio tradizionale). La maggior parte degli abitanti del territorio vive nei tukul, capanne col tetto di paglia facilmente infiammabili.

I testimoni hanno raccontato di come, dopo gli attacchi, i soldati e i miliziani loro alleati rubassero ogni cosa: dalle scorte di cibo ai mobili e persino le porte delle case. Un capo villaggio ha descritto la distruzione come “essere stati sommersi da un’inondazione“.

Fonte: https://www.amnesty.it/sud-sudan-sfollamento-massa-della-minoranza-shilluk/ 21.06.2017