19 de julho de 2017

 Le recenti violenze nelle zone nel sud della Repubblica Centrafricana, in prossimita’ del confine, stanno costringendo un sempre maggior numero di persone a fuggire in aree remote del nord della Repubblica Democratica del Congo, mettendo grande pressione sulle comunità locali che vivono in zone di confine difficilmente raggiungibili.

Le recenti violenze nelle zone nel sud della Repubblica Centrafricana, in prossimita’ del confine, stanno costringendo un sempre maggior numero di persone a fuggire in aree remote del nord della Repubblica Democratica del Congo, mettendo grande pressione sulle comunità locali che vivono in zone di confine difficilmente raggiungibili.

A Zemio, a circa 1.000 km di distanza dalla capitale Bangui, il nostro partner MSF ha riferito che la settimana passata un bambino e’ stato ucciso dalle milizie in un ospedale che ospita oltre 7.000 persone sfollate. MSF ha dovuto lasciare la citta’ a causa delle violenze e anche l’Ufficio locale dell’UNHCR e’ stato costretto ad una temporanea chiusura.

Le principali aree da cui le persone fuggono sono le citta’ di Bangassou, Bema e Mobaye, tutte situate a molte centinaia di km ad est della capitale Bangui. Le autorita’ locali hanno stimato che, da maggio, oltre 60.000 persone sono fuggite da queste aree dirette nella Repubblica Democratica del Congo. L’UNHCR sta lavorando anche per verificare questi dati.

Una delle aree dove sono fuggite piu’ persone e’ Ndu, sull’altra sponda del fiume Mbomou, provenienti dalla città centrafricana di Bangassou, una località appena più grande di un villaggio.I nostri colleghi, che erano a Ndu fino ad alcuni giorni fa, riportano che la situazione e’ caotica e pericolosa, vista la vicinanza al confine e il timore di presenze di gruppi armati. I rifugiati si sono stanziati dove hanno potuto: chiese, scuole, ospedali o, addirittura, all’aperto, senza riparo. La popolazione ha un bisogno disperato di cibo, medicinali e protezione.

Ndu e’ nella provincia di Bas-Uélé, Repubblica Democratica del Congo, che dal 30 giugno e’ stato stimato abbia ospitato altre 37.000 persone in fuga dalla Repubblica Centrafricana. Altre persone in fuga si sono spinte piu’ ad est e a sud, nella provincia Nord-Ubangi dove sono arrivate 23.000 persone dalla fine di giugno.

L’UNHCR si sta organizzando da Kampala per portare soccorso ed aiuti a 20.000 persone a Ndu e altre zone di entrambe le provincie, anche se arrivare rapidamente in queste aree e’ molto difficile: le strade sono impraticabili a causa del fango e non adatte a veicoli normali. Per questo c’e’ bisogno di camion e veicoli specializzati. Ci aspettiamo che i convogli possano arrivare in qualche giorno.

Fino alla fine di giugno 102.802 rifugiati centrafricani sono stati registrati nella Repubblica Democratica del Congo, che si sommano agli oltre 60.000 nuovi arrivi registrati dalla autorita’ nel North Ubangui e a Bas-Uélé da maggio. Dei 55,3 milioni di dollari americani di cui c’e’ bisogno per affrontare questa situazione ne sono stati raccolti, ad oggi, solo 2,8 milioni.

Fonte: UNHCR