18 de julho de 2020

Le associazioni che in città sostengono i migranti e ne favoriscono l’integrazione hanno organizzato un presidio per chiedere «una regolarizzazione generalizzata e incondizionata di chi vive quotidianamente i soprusi dell’attuale legge sull’immigrazione»

Anche Varese ha aderito questo pomeriggio alla manifestazione nazionale, che si è tenuta in contemporanea in diverse piazze d’Italia, dal titolo “Saniamo la sanatoria“. Un’iniziativa, che in città nasce nell’ambito del Movimento Ubuntu, per richiedere una regolarizzazione generalizzata e incondizionata delle persone migranti che hanno visto come cuore pulsante dell’iniziativa i lavoratori esclusi dall’attuale versione del procedimento in atto: i riders, gli edili e chi è impiegato nel campo della ristorazione.

«Facciamo un appello alla Varese antirazzista, a coloro che durante la pandemia hanno dimostrato che esiste una città solidale nei confronti di chi vede calpestati i propri diritti, ai sindacati confederali e di base, all’associazionismo laico e cattolico, ai giovani e alle giovani che si sono mobilitati contro il razzismo e in solidarietà al movimento Black Lives Matter – hanno detto Giuseppe Musolino e Thierry Dienge  da piazza Repubblica – Ai cittadini immigrati e immigrate che magari hanno già un permesso di soggiorno ma comunque vivono quotidianamente i soprusi dell’attuale legge sull’immigrazione. Crediamo che le rivendicazioni che finora hanno portato a manifestare ovunque siano condivisibili da tutte le organizzazioni che difendono i diritti dei cittadini e delle cittadine immigrati, quindi vi invitiamo a costruire un percorso comune in cui ognuno possa mantenere la propria identità ma sapendo enfatizzare ciò che ci unisce».

Una cinquantina di persone in piazza hanno raccolto l’appello odierno, tra cui il consigliere regionale Samuele Astuti e quello comunale Enzo Laforgia. Tra le richieste avanzate durante il presidio anche il rinnovo dei permessi di soggiorno svincolato da contratti di lavoro e residenze; la cittadinanza per i figli e le figlie dei/delle immigrati/e il diritto a migrare in maniera sicura; l’abrogazione del Decreto Salvini e il ripristino del permesso di soggiorno per motivi umanitari.

VARESENOI