31 de janeiro de 2020

Riviera Time ha incontrato Suor Lina, Missionaria della congregazione San Carlo Borromeo Scalabrini, inviata, lo scorso 20 settembre a Ventimiglia per portare un sostegno ai migranti.

Suor Lina opera da ben 54 anni in situazioni difficili, inizialmente per portare un aiuto agli italiani all’estero, missione delle suore Scalabriniane; quest’opera l’ha portata a girare varie parti del mondo, per poi, con i recenti fatti, occuparsi anche dei migranti in arrivo in Italia. Prima a Reggio Calabria, durante il periodo dei grandi sbarchi di qualche anno fa, ed ora nella città di confine vista come un punto critico della situazione migratoria.

Come ci racconta il suo progetto consiste nell’assistere attraverso l’ascolto e la parola i profughi e portare un aiuto anche agli operatori come mediatrice verso i migranti, compito che svolge assieme ad altre due consorelle suor Antonietta Jombo filippina e suor Zenaide Guarnieri brasiliana.

“Ho trovato una città stanca e una situazione esasperata,” dice Suor Lina hai nostri microfoni: “La gente è caritatevole, ma è un po’ insofferente perché ci sono migranti che vagano, ci sono le strutture, ma loro sono molto in giro.”

Nonostante i pochi mesi ha già notato dei cambiamenti: “Sono aumentati gli arrivi dalla rotta Balcanica. Queste persone sanno poco l’italiano e arrivano già con documenti, devono sistemarli per poi continuare il viaggio, il loro obiettivo non è rimanere in Italia, ma raggiungere qualche famigliare o parente all’estero, sono per lo più afghani, pakistani, cingalesi.”

Suor Lina ha avuto anche modo di notare la difficile situazione anche di molti italiani che si rivolgono alla Caritas per un pasto caldo: “Ci sono parecchi italiani che vivono senza fissa dimora o che non arrivano a fine mese. Questo è un grosso problema, guardo queste persone con tenerezza perché prima avevano tutto e ora si ritrovano a mangiare in Caritas per risparmiare qualcosa.”

Anche la difficile situazione alla frontiera arriva nei suoi racconti in particolare la vicenda di un bambino afghano respinto dalle autorità transalpine in contrasto con le leggi europee sulla circolazione dei minori nei territori dell’unione.

Riviera Time