{"id":25945,"date":"2025-05-20T20:31:27","date_gmt":"2025-05-20T23:31:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.csem.org.br\/?post_type=csem_em_foco&#038;p=25945"},"modified":"2025-05-22T13:12:28","modified_gmt":"2025-05-22T16:12:28","slug":"o-problema-e-quem-migra-e-para-onde-rose-jaji-questiona-discursos-sobre-mobilidade-humana","status":"publish","type":"csem_em_foco","link":"https:\/\/www.csem.org.br\/it\/csem_em_foco\/o-problema-e-quem-migra-e-para-onde-rose-jaji-questiona-discursos-sobre-mobilidade-humana\/","title":{"rendered":"\"Il problema \u00e8 chi migra e dove\": Rose Jaji mette in discussione il discorso sulla mobilit\u00e0 umana"},"content":{"rendered":"<p>Dipingere la migrazione come un \"problema\" non \u00e8 neutrale: \u00e8 una costruzione politica che legittima le politiche di esclusione e alimenta gli stigmi. Questa \u00e8 l'analisi dell'antropologa zimbabwese Rose Jaji, docente all'Universit\u00e0 dello Zimbabwe e punto di riferimento negli studi sulla mobilit\u00e0 umana.<\/p>\n\n\n\n<p>In un'intervista rilasciata al Centro Scalabriniano di Studi sulle Migrazioni (CSEM), Jaji mette in guardia dai rischi delle narrazioni dominanti, soprattutto nei contesti europei e africani, e invoca un approccio pi\u00f9 umano e intersezionale, basato sull'ascolto delle storie dei migranti stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo l'antropologo, quando etichettiamo la migrazione come un problema, partiamo da una logica statale che vede la mobilit\u00e0 come un'anomalia. \"Quando diciamo che la migrazione \u00e8 un problema, partiamo dall'idea che qualcosa \u00e8 andato storto. Questo ha le sue radici nell'emergere del moderno Stato-nazione in Europa e nella sua diffusione, soprattutto attraverso la colonizzazione\", spiega l'antropologa.<\/p>\n\n\n\n<p>Le narrazioni che ritraggono i migranti come una minaccia finiscono per dare forma a politiche di esclusione. \"I migranti sono spesso identificati come una minaccia e l'unit\u00e0 tra i cittadini non si costruisce intorno a valori condivisi, ma a una comune antipatia nei loro confronti. Quando i migranti vengono dipinti come un pericolo in movimento, l'ostilit\u00e0 diventa la reazione naturale di coloro che si considerano vittime dell'immigrazione. Questo trasforma la migrazione in una questione di intensa controversia politica, in cui i politici rispondono pi\u00f9 alle paure dell'elettorato che alle realt\u00e0 concrete\", afferma Jaji.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene questo scenario sia pi\u00f9 visibile in Europa, la ricercatrice osserva che, sebbene in Africa si verifichino occasionali episodi di ostilit\u00e0, il discorso anti-immigrazione non domina ancora il dibattito politico nel continente. Secondo la ricercatrice, queste politiche riflettono le paure sociali e distorcono le responsabilit\u00e0, incolpando i migranti di fallimenti che in realt\u00e0 sono il risultato di una cattiva gestione interna.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Intersezionalit\u00e0: strumento o trappola?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda l'applicazione dell'approccio intersezionale - che considera fattori come il genere, la razza e la classe - Jaji offre un'analisi critica e attenta. \"Vedo l'intersezionalit\u00e0 come un'arma a doppio taglio\", afferma. Da un lato, riconosce che questi marcatori possono combinarsi per escludere e limitare le opportunit\u00e0. Dall'altro, mette in guardia dal rischio di stereotipi universali.<\/p>\n\n\n\n<p>\"Come donna africana, sono spesso vista attraverso lenti che non riflettono la mia reale esperienza. La mia razza e il mio genere vengono usati per dedurre la mia classe sociale, cancellando la mia stessa narrazione\", afferma. Secondo l'autrice, un approccio veramente umanizzante deve permettere a ogni persona di raccontare la propria storia, anzich\u00e9 essere incasellata in categorie predefinite.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un campanello d'allarme per il mondo accademico e la societ\u00e0 civile<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Infine, Jaji fa un'osservazione importante: attenzione agli stereotipi, anche se ben intenzionati. L'autrice sostiene che, sottolineando solo la sofferenza e la vulnerabilit\u00e0 dei migranti, si rischia di rafforzare una visione patologica e riduzionista.<\/p>\n\n\n\n<p>\"Il linguaggio \u00e8 importante. Se non viene valutata con attenzione, pu\u00f2 essere controproducente\", afferma l'autrice. L'autrice raccomanda a ricercatori e attivisti di adottare un approccio pi\u00f9 completo e inclusivo, che riconosca i talenti, le conoscenze e i contributi dei migranti alle societ\u00e0 ospitanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, Jaji richiama l'attenzione sull'invisibilizzazione di alcune rotte migratorie, come i flussi da Nord a Sud, che non ricevono la stessa attenzione mediatica e accademica. \"Questo rafforza l'idea errata che ci siano solo arrivi e mai partenze\".<\/p>","protected":false},"featured_media":25956,"parent":0,"template":"","categories":[],"class_list":["post-25945","csem_em_foco","type-csem_em_foco","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.csem.org.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/csem_em_foco\/25945","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.csem.org.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/csem_em_foco"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.csem.org.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/csem_em_foco"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.csem.org.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25956"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.csem.org.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25945"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.csem.org.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25945"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}