Oltre 152 milioni di bambini tra i 5 e i 17 anni sono costretti a lavorare a piacimento. Praticamente un bambino su dieci nel mondo. Un fenomeno che in Africa conta 72,1 milioni di minori. L'agricoltura è il settore in cui si concentra la manodopera minoritaria.
Oltre 152 milioni di bambini tra i 5 e i 17 anni sono costretti a lavorare a piacimento. Praticamente un bambino su dieci nel mondo. Un fenomeno che in Africa conta 72,1 milioni di minori. L'agricoltura è il settore in cui si concentra la manodopera minoritaria.
di Alessia de Luca Tupputi
Equivale alla popolazione di una nazione di medie dimensioni, 40 milioni di persone, il numero di "nuovi popoli" presenti oggi nel mondo. Di questi, circa 10 milioni sono bambini: uno su quattro. A denunciarlo sono due studi presentati oggi all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Il primo riguarda le moderne forme di schiavitù, l'altro il lavoro minorile. Due questioni strettamente correlate.
Secondo i dati - raccolti da Oil (Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite), Walk Free Foundation e Oim (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) - oltre 152 milioni di bambini tra i 5 e i 17 anni sono costretti a lavorare a piacimento. Praticamente un bambino di dieci anni nel mondo. Un fenomeno di 72,1 milioni di minoranze in Africa, 62 milioni in Asia e nel Pacifico, 10,7 milioni negli Stati Uniti, 5,5 milioni in Europa e Asia centrale e 1,2 milioni nei Paesi arabi.
Il lavoro minorile continua a concentrarsi principalmente nei settori dell'agricoltura (70,9%), dei servizi (17,1%) e dell'industria (11,9%). Circa un terzo dei bambini tra i 5 e i 14 anni impiegati nel lavoro minorile è al di fuori del sistema scolastico. 38% di bambini di età compresa tra i 5 e i 14 anni sono coinvolti in lavori retribuiti e quasi due terzi di loro - di età compresa tra i 15 e i 17 anni - lavorano più di 43 ore alla settimana.
Le nuove linee guida sono il risultato di uno sforzo congiunto dei membri dell'Alleanza 8.7, il partenariato globale che mira a realizzare il punto 8.7 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile: porre fine al lavoro forzato, alla schiavitù moderna, alla tratta di esseri umani e al lavoro minorile.
"Il messaggio che stiamo diffondendo è molto chiaro - ha dichiarato Guy Ryder, direttore generale dell'Oil - il mondo non sarà in grado di raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile senza intensificare gli sforzi per combattere questi drammi".
Se in passato schiavitù significava la proprietà "legale" di una persona nei confronti di un'altra, la definizione moderna del termine comprende pratiche come la tratta di esseri umani, la schiavitù per debiti, i matrimoni imposti e la prostituzione.
Ne consegue che le donne e le ragazze costituiscono 71% della "classe lavoratrice moderna": quasi 29 milioni di persone. Rappresentano inoltre 99% delle vite perse nel settore del commercio sessuale e 84% di quelle legate ai matrimoni forzati.
"Se consideriamo i dati degli ultimi cinque anni che sono stati oggetto di ricerca statistica, vediamo che 89 milioni di persone sono state vittime della schiavitù moderna per periodi di tempo che vanno da pochi giorni a cinque anni", ha commentato Andrew Forrest, presidente e fondatore della Walk Free Foundation. "Questi dati mostrano chiaramente il livello di discriminazione e di scoraggiamento nel nostro mondo, oltre che la pura e semplice tolleranza che permette a questo abuso di continuare. Fermiamo questa ingiustizia. Tutti noi abbiamo un ruolo da svolgere nel cambiare questa realtà: tutti coloro che lavorano nelle aziende, nel governo, nella società civile e nessuno di noi".
Oltre 152 milioni di bambini tra i 5 e i 17 anni sono costretti a lavorare a piacimento. Praticamente un bambino su dieci nel mondo. Un fenomeno che in Africa conta 72,1 milioni di minori. L'agricoltura è il settore in cui si concentra la manodopera minoritaria.