Roberto Marinucci, Yara Farias e Terezinha Santin (a cura di)
Brasilia: CSEM/PBE/IMDH, 2009.
L'aumento dell'emigrazione dei brasiliani all'estero, le loro precarie condizioni di viaggio e la loro permanenza in Paesi con leggi restrittive sull'immigrazione hanno attirato l'attenzione dei media, dei governi, degli studiosi e della società civile sull'ampio e complesso fenomeno della realtà migratoria in Brasile, in particolare sulla situazione degli emigranti brasiliani. Le statistiche indicano un fenomeno in crescita, anche se non si tratta ancora di cifre globali, considerando il numero relativamente alto di brasiliani che vivono all'estero in una situazione di irregolarità amministrativa e/o senza registrazione presso i rispettivi Consolati.
L'interesse per il tema, sia in ambito accademico che tra le comunità ecclesiali e le organizzazioni non governative, è legato alla questione dei diritti umani che spesso sono minacciati, se non violati, nel contesto dell'emigrazione. Infatti, milioni di esseri umani sono discriminati e “sub-umanizzati” a causa della loro “origine nazionale”, in aperta violazione della Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite.

