Un recente studio dell'UNICEF in Italia ha rilevato che i minori stranieri non accompagnati in cerca di opportunità di lavoro rischiano di cadere in reti irregolari. Lo studio ha rilevato che solo il 15% di coloro che hanno lavorato in Italia aveva un contratto.
Un recente studio dell'UNICEF in Italia ha rilevato che i minori stranieri non accompagnati in cerca di opportunità di lavoro rischiano di cadere in reti irregolari. Lo studio ha rilevato che solo il 15% di coloro che hanno lavorato in Italia aveva un contratto.
Uno dei fattori che più frequentemente inducono gli stranieri non accompagnati a lasciare il proprio Paese e a intraprendere un difficile viaggio sulla rotta del Mediterraneo verso l'Europa è la possibilità di trovare un lavoro. Per ottenerlo, però, i giovani migranti e rifugiati che arrivano in Italia sono ad alto rischio di cadere nella trappola del lavoro irregolare e sottopagato, secondo uno studio di U-Report on the Move, una piattaforma digitale dell'UNICEF che raccoglie le voci dei minori stranieri non accompagnati nel sistema di accoglienza dei migranti in Italia.
Panorama occupazionale a rischio
Lo studio ha rilevato che "circa il 3% dei giovani migranti e rifugiati aveva già avuto un'esperienza lavorativa in Italia. Solo il 15 percento di loro aveva avuto un contratto regolare, mentre il 40 percento era sicuro di non averlo e il 46 percento era incerto sul fatto che l'impiego fosse regolare o meno".
Per quanto riguarda il futuro, "il 76% degli intervistati ha dichiarato che accetterebbe un lavoro anche se sottopagato e il 67% lo accetterebbe senza un regolare contratto". U-Report on the Move ha affermato che "si tratta di percentuali spaventose, dovute anche al timore - avvertito dal 90% dei minori stranieri non accompagnati - che per loro sia più difficile trovare lavoro" rispetto a un cittadino italiano.
La normativa italiana prevede la possibilità di lavorare per i minori, ma solo a condizione che vengano garantite alcune misure di tutela, tra cui la regolarizzazione del lavoro, che non vengano compromesse le opportunità educative del minore durante gli anni della scuola dell'obbligo e che non vengano assegnati ai minori lavori pericolosi o faticosi.
Garantire l'accesso e l'orientamento
Secondo il direttore dello studio, per offrire reali opportunità di lavoro, è necessario "garantire l'accesso ai tirocini di orientamento e formazione professionale". Solo il 34% dei minori stranieri non accompagnati intervistati ha avuto la possibilità di accedere a tirocini extracurriculari.
Circa il 90% di loro vorrebbe partecipare a un tirocinio professionale: il 70% per imparare un mestiere, il 26% per iniziare a mettere da parte qualche risparmio e il 24% nella speranza di ottenere un contratto regolare. "Sono quindi necessari ulteriori sforzi per rispondere alle esigenze dei giovani di costruire - anche attraverso la scuola - un ponte con il mondo del lavoro, al fine di offrire loro opportunità future positive in un ambiente protetto e sicuro, e all'interno dei confini definiti del quadro giuridico in vigore", ha sottolineato U-Report on the Move.
Fonte: Infomigranti – 07/03/2018
