Giornata internazionale della donna: l'empowerment nelle azioni contemporanee

Nella Giornata Internazionale della Donna, eventi come la Fiera delle Donne Imprenditrici Migranti (informazioni in basso) rilanciano il significato di non essere solo una data storica, ma anche un punto di incontro continuo per riflettere sulle istanze delle donne. Uno spazio per alzare le bandiere delle conquiste e un punto di riferimento verso l'orizzonte. Una pietra miliare nella storia che segna questo spazio trasformato in un campo di battaglia per la parità di diritti e l'eliminazione di ogni forma di violenza contro le donne.

Nel 1910, durante la Seconda Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste a Copenaghen, in Danimarca, una risoluzione approvata dai rappresentanti di 17 Paesi fissò l'8 marzo come data per la Commemorazione dei Diritti della Donna.

La rivoluzione industriale è stata un periodo di oppressione all'interno del sistema imposto e ha generato richieste da parte di gruppi di lavoratori che spingevano per sensibilizzare e risolvere problemi come i salari e il miglioramento delle condizioni e degli spazi di lavoro. Tra questi gruppi emergenti c'erano anche le donne, per le quali le condizioni di precarietà e sfruttamento erano ancora maggiori. Nel marzo del 1857, le operaie di una fabbrica tessile di New York organizzarono uno sciopero che ebbe un impatto sulla storia e segnò un punto di svolta che da allora ha guidato il cammino come una bussola.

Il percorso di rivendicazione è stato lungo e faticoso. È stato ricco di conquiste preziose che si sono aggiunte al contributo degli sforzi congiunti di molte donne in luoghi diversi. Tuttavia, le richieste iniziali di questo movimento sindacale, come salari migliori, orari di lavoro più brevi e diritto di voto, sono ancora valide.

Nonostante siano passati cento anni, esistono ancora divari retributivi di genere, violenza sul lavoro, lavoro sproporzionato in relazione alla retribuzione e difficoltà nell'imprenditoria. Ci sono ancora sfide da affrontare in una società che sta rinnovando le sue dinamiche di convivenza, rieditando e aprendo nuove forme di esclusione sociale. Da questo punto di vista, la Giornata internazionale della donna è un impegno per la società, poiché apre l'attenzione ad altri spazi che richiedono visibilità.

Oggi le richieste femministe si sono evolute, adattandosi alle nuove realtà globali. Le donne lavoratrici sono ora anche migranti, che viaggiano autonomamente e in proporzioni quasi uguali in termini di genere. La femminilizzazione della migrazione crea nuovi spazi di azione e di impegno per portare la promozione e la garanzia dei diritti anche in aree geograficamente e culturalmente lontane, affrontando la diversità con un'unica voce.

In questo contesto, la Giornata internazionale della donna diventa un impegno per la società, aprendo l'attenzione ad altri spazi che richiedono visibilità e azione.

Dare potere alle donne migranti a Roraima

Il 7 e l'8 marzo, la Fiera delle Donne Imprenditrici è stata organizzata da Cáritas Diocesana de Roraima in collaborazione con Fé e Alegria. L'obiettivo, secondo Orilene Marques, segretaria esecutiva di Cáritas RR, è "valorizzare e incoraggiare le donne migranti a raggiungere la propria indipendenza finanziaria attraverso queste iniziative, riconoscendo e promuovendo il loro lavoro, nonché uno dei modi per combattere la disuguaglianza e l'inclusione sociale ed economica".

Secondo lei, la Caritas RR concentra le sue attività sull'economia solidale popolare, promuovendo la formazione e partecipando a fiere. In questo contesto, è fondamentale svolgere tali attività per mettere in evidenza il lavoro delle donne migranti che scelgono questa alternativa come mezzo per provvedere alle loro famiglie. Questo evento non solo aumenta la visibilità dei loro servizi, ma promuove anche lo scambio di conoscenze tra loro, rafforzando ulteriormente la loro rete di sostegno reciproco.

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