“Migrazioni, religioni e violenza” - Recensione del libro n. 98 - 1° trimestre 2015 - Roberto Marinucci
La questione religiosa è tornata a essere oggetto di un ampio e acceso dibattito in tutto il mondo a causa dei recenti attacchi a Charlie Hebdo in Francia, della violenza dello Stato Islamico, della persecuzione delle minoranze religiose in vari Paesi, dei crimini commessi in Nigeria da Boko Haram e di altri fattori.
In tutti questi casi, sembra esserci uno stretto legame tra religione e violenza. In particolare, molti titoli e articoli dei giornali occidentali sottolineano la crescente diffusione del cosiddetto “fondamentalismo islamico” e il rapporto tra la religione musulmana e il “terrorismo internazionale”.
Il binomio terrorismo/Islam coinvolge anche la questione delle migrazioni. La presunta violenza dell'Islam si sta diffondendo nel mondo attraverso le migrazioni internazionali? C'è chi crede in un lento processo di islamizzazione dell'Europa, secondo la “profezia” attribuita a Gheddafi: “Ci sono segni che Allah garantirà la vittoria dell'Islam in Europa senza spade, senza armi, senza conquiste. Non abbiamo bisogno di terroristi o di bombe omicide. Gli oltre 50 milioni di musulmani dell'Europa la trasformeranno in un continente islamico in pochi decenni”.
