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Studio Unar-Centro studi Idos: gli immigrati romeni sempre più integrati

Per la Settimana contro le discriminazioni presentato il volume “L’integrazione dei romeni in Italia tra famiglia e lavoro”.

L’Italia detiene il primato europeo per presenza di cittadini romeni sul proprio territorio, ben 1.071.342 (+20% in due anni), sul totale di 2,5 milioni di romeni presenti in tutta l’Ue. La gran parte di loro (circa il 70%) lavora, vive qui con la famiglia e tra il 2000 e il 2011 sono stati 89.093 i bambini nati in Italia da madre romena e padre straniero, la prima leva di una “seconda generazione” di italiani.
È quanto emerge dal convegno L’integrazione dei romeni in Italia tra famiglia e lavoro, che si è svolto lo scorso 22 marzo a Roma promosso dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar) nell’ambito della Settimana contro le discriminazioni.
Secondo uno studio presentato da Antonio Ricci, del Centro studi e ricerche Idos, particolarmente importante per l’inserimento sociale dei romeni in Italia è il ruolo delle famiglie. “Sembra passata – ha detto Ricci – la tempesta mediatica ‘romenofobica’ del 2007: ogni anno ci sono 1.291 acquisizioni di cittadinanza, 932 delle quali per matrimonio misto”.
I romeni sono ben inseriti anche nelle istituzioni scolastiche: nell’anno 2011-2012 sono ben 141.050 gli iscritti ai vari ordini scolastici (cifra raddoppiata in 5 anni) e sono 5.714 gli iscritti alle varie università italiane. “Si tratta di indicatori – ha detto Ricci – che mostrano come i valori della famiglia tradizionale siano preminenti nei percorsi di inserimento in Italia”. Il 22,8% della forza lavoro straniera in Italia è costituito da romeni. Il 52,2% di loro svolge lavori poco qualificati (anche se scolarizzati), il 22,4% mediamente qualificati (come gli impiegati) e il 4,5% sono dirigenti e imprenditori. Per lo più lavorano in edilizia (23,3%) e nei servizi alla persona (22%); ma anche in agricoltura (5,4%) e negli alberghi (7,5%).
Le difficoltà, però, non mancano. In media, una famiglia con un membro romeno in Italia può contare su un reddito annuo di circa 15 mila euro, a fronte di circa il doppio a disposizione di una famiglia tutta di italiani. Quasi una famiglia su due di quelle con almeno un membro romeno (48,5%) è a rischio povertà, avendo un reddito annuo inferiore a 9.382 euro. Ma le famiglie di chi proviene dalla Romania subiscono anche gli effetti negativi dovuti alla scelta di emigrare: dagli anziani abbandonati nei villaggi rurali ai circa 350 mila “orfani sociali”, vittime del cosiddetto care drain, il “drenaggio di risorse di cura”, ai problemi di ricongiungimento per minori e familiari.
(Red.)

Fonte: http://immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=005157 25.03.2013

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